Archivi, Attività, Eventi

Memoria srl: “M per lavoro, per amore”

Passato Prossimo Onlus ha adottato la pubblicazione a cura di Memoria srl: “M per lavoro, per amore”, presentata a Roma il 27 febbraio 2018. 

Mperlavoroperamore

Ecco il commento di un nostro socio a questa bella lettura che avvicina i più al mondo degli archivi e archivisti:

Vigilia di Natale! Scambio di regali sotto l’albero! Mi viene porto un libro, né’ incartato e ne’ infiocchettato.
Lo prendo “E’ un giallo?” Chiedo a chi me lo porge; “Leggilo! Poi ne parliamo!”
“Ne parliamo? Di un giallo? Boh!”
Capodanno a letto con l’influenza. I giorni seguenti sono afflitta da apatia e astenia. Che fare? Rimbambire davanti alla televisione, leggere, scrivere, fare un dolce? Leggere, a si, quello strano libro!
La copertina porta un titolo, a tratti inquietante. In genere io leggo il titolo, lo studio, lo considero uno specchio del contenuto, anche se alla fine della lettura mi accorgo di aver sempre sbagliato le mie ipotesi.
Questo titolo ha una enorme M con due punti anch’essi enormi. Sarà’ questo il giallo da risolvere? Ancora più misterioso il sottotitolo”per lavoro e per amore”. Nel’accezione comune sono due parole, non dico, in contrasto, ma incompatibile tra loro sicuramente. Ed infine,per completare il titolo e confondermi del tutto le idee: “Cronache e riflessioni da un mestiere speciale”; “Lavoro”diventa”mestiere”. La pagina finale della copertina riporta un piccolo brano tratto da”Zibaldone di pensieri” di Giacomo Leopardi. 
Ma allora andiamo sul difficile! Accetto la sfida. Voglio vedere se quello che è’ scritto sarà’ all’altezza del passo di Leopardi!
Cerco l’indice e gli autori. Non c’è indice, ma gli autori sono 63!  Leggo i primi  cinque contributi di quelli che sono stati gli ideatori e poi i realizzatori di una tale impresa. Si tratta di archivisti, che presentano il consuntivo di 20 anni di lavoro insieme, chiedendo e spesso ottenendo la collaborazione di altri cooperatori, ben oltre i 57 che si sono prestati poi a testimoniare e valorizzare i loro interventi.
Andando avanti nella lettura ho scoperto che l’archivista è ben lontano dalla figura che mi ero sempre immaginata, un monsieur Travet, di antica memoria. Non è più  uno oscuro impiegato comunale detto anche “mezze maniche” per via delle mezze maniche nere con molle ai polsi e sopra i gomiti per proteggere la giacca dagli eventuali schizzi di inchiostro, chiuso in locali poco illuminati, tra scaffali pieni di faldoni polverosi, registrando date di nascita, di matrimoni e di morte.
Questi testimoni, di 20 anni di lavoro, hanno voluto fare un punto sulla evoluzione che il loro impegno personale ha operato in questo campo e ne sono meritatamente orgogliosi. Oggi si trovano a dover affrontare un cambiamento epocale con la computerizzazione che incombe su tutti i campi lavorativi. Tutti gli interventi sono un canto del cigno di un periodo, per loro, proficuo d’impegni e di soddisfazioni personali e collettive. Ma questa loro non si arrendono e si attrezzano ad investire nelle nuove tecnologie, senza fare a meno dell’esperienza, delle motivazioni e della sensibilità acquisita.
In una settimana ho letto per intero il libro e mi sono spesso divertita. Ho scoperto un mondo che non avrei mai immaginato, ho conosciuto persone culturalmente preparate, operose, instancabili, sensibili, romantiche, ironiche, umoriste, serie e riflessive, quasi cinquanta sfumature di personalità e poi scrivono “da dio”.
Cosa chiedere di più ad un libro, che non è nemmeno un ” giallo”?

Mirizio Pasqua | Socia Passato Prossimo Onlus

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